Nel 1938 Heidegger scriveva che l’epoca moderna è quella in cui il mondo diviene immagine: qualcosa che l’uomo si mette davanti, rappresenta e tiene a disposizione.

Oggi è l’osservatore stesso a farsi immagine: si espone, si rappresenta, si rende disponibile. Parole generate prima di essere pensate, voci prese in prestito per dire ciò che non si sa ancora dire.

Forse è anche per questo che si produce tanto e si vive poco.

Mostrarsi in grado di dare voce a una macchina in affitto. Delegare il pensiero in cambio di un prodotto che, nell’immediato, sembra bastare a dire chi siamo.


Riferimento: M. Heidegger, “L’epoca dell’immagine del mondo”, in Sentieri interrotti